Tracheite

Si fa presto a dire mal di gola, con riferimento al dolore o al fastidio che si avverte nella cavità interna del collo, ma a seconda del tratto respiratorio coinvolto, si può più correttamente distinguere tra:

  • tonsillite (se sono interessate le tonsille poste a lato dell’ugola e che, per essere precisi, fanno parte del sistema immunitario)
  • faringite (se è interessata la faringe, ossia il condotto che mette in comunicazione il cavo orale e quello nasale con la laringe e l’esofago)
  • laringite (se è coinvolta la laringe, cioè il tratto delle vie aeree superiori che ha inizio dietro la lingua, dove termina la faringe, confluisce nella trachea e che ospita le corde vocali)
  • tracheite, se è interessata la trachea.

In questo specifico caso ci concentreremo proprio su quest’ultima patologia, ossia l’infiammazione a carico del condotto tracheale.

Va anche detto, però, che raramente la tracheite si manifesta in maniera isolata, in quanto frequentemente il processo infiammatorio che la caratterizza coinvolge anche le vie respiratorie adiacenti (tanto che si sente più spesso parlare di laringo-tracheite, tracheo-brochite, laringo-tracheo-bronchite).

La tracheite, come vedremo, può essere imputabile a diverse cause, anche se per lo più è di natura infettiva, e può colpire adulti e bambini. Le differenze anatomiche esistenti tra i più piccoli e i grandi, però, rendono i bimbi a maggior rischio di segni e sintomi gravi: diventa quindi importante, soprattutto a livello pediatrico, non sottovalutare il problema.

Ecco allora tutto quello che è bene conoscere sulla tracheite: i fattori che possono determinarne la comparsa, i sintomi principali e le opzioni di trattamento.

Tracheite: di cosa si tratta

Con il termine tracheite si fa riferimento a un’infiammazione, acuta o cronica, a carico della mucosa che riveste le pareti interne della trachea.

La trachea è il primo tratto delle vie aeree inferiori. È un condotto con la forma di un cilindro appiattito sul retro. Le pareti interne della trachea sono rivestite da una mucosa costituita da epitelio respiratorio mucociliare, vale a dire dotato di specifiche cellule che secernono una sostanza viscosa, il muco, e di cellule dotate di propaggini che possiamo immaginare come uno stuolo di peli microscopici, che effettuano un movimento di tipo oscillatorio.

La trachea, che si biforca nei bronchi, ha un ruolo cardine nella respirazione: oltre a convogliare l’aria verso i polmoni, grazie al suo apparato mucociliare intrappola nel muco eventuali particelle inalate e ne permette l’eliminazione (evitando così che possano raggiungere bronchi e polmoni), spingendole verso la faringe grazie proprio al movimento ciliare.

Le cause principali della tracheite

Come anticipato, con il termine tracheite ci si riferisce a un’infiammazione della trachea. Può essere imputabile a diverse cause, ma più frequentemente può essere causata da malattie infettive di origine batterica o virale. L’infezione può essere primaria, se colpisce direttamente la mucosa tracheale, o secondaria a un’infezione (raffreddore, influenza ecc.) che dalle vie aeree superiori si estende poi alla trachea.

Tra i virus che più facilmente possono essere responsabili di una tracheite, molti dei quali hanno un picco durante la stagione invernale, ricordiamo:
• virus dell’influenza
• virus parainfluenzali
• virus respiratorio sinciziale
• rhinovirus (uno dei principali responsabili del raffreddore)
• adenovirus
• enterovirus
• virus del morbillo.

La tracheite batterica è spesso un’infezione secondaria, che si sovrappone a una precedente infezione virale. Tra i batteri che più frequentemente possono essere chiamati in causa come scatenanti una tracheite ricordiamo:
• Staphylococcus aureus
• Streptococcus pneumoniae
• Streptococcus pyogenes
• Moraxella catarrhalis
• Haemophilus influenzae di tipo B.

Meno frequenti delle forme infettive, sono le tracheiti di natura irritativa. Generalmente croniche, derivano per esempio dall’inalazione di sostanze irritanti, tra cui in particolare il fumo di sigaretta (sia attivo sia passivo). Irritazioni e infiammazioni della trachea possono verificarsi anche in caso di reflusso gastroesofageo.

Sintomi e diagnosi di Tracheite

In generale, una tracheite può determinare la comparsa di:

  • dolore e bruciore alla gola
  • raucedine
  • dolore o fastidio alla deglutizione (soprattutto se è coinvolta anche la laringe)
  • tosse secca o produttiva
  • febbre (a volte)
  • dispnea (difficoltà a respirare) di entità più o meno seria.

Una tracheite virale di solito è anticipata da alcuni sintomi a carico delle vie aeree superiori (come mal di gola, raffreddore ecc.) che possono protrarsi per 1-2 giorni, a cui si aggiungono:

  • raucedine (voce rauca)
  • tosse cavernosa, cioè profonda, e “abbaiante” (simile al verso di un cane che abbaia)
  • caratteristico stridore che accompagna il respiro (nei bambini in particolare durante gli sforzi inspiratori o durante il pianto, ma, nei casi più gravi, anche a riposo)
  • difficoltà respiratorie, in quanto il gonfiore determinato dall’infiammazione restringe il condotto tracheale e ostacola il passaggio dell’aria. Nell’adulto tali difficoltà possono essere lievi, mentre possono essere più gravi e pericolose nei bambini, poiché la loro trachea è naturalmente più stretta e quindi più facilmente esposta a ostruzioni anche rilevanti.

In caso di infezione virale, la febbre non è sempre presente.

Per quanto riguarda la tracheite batterica, poiché è spesso secondaria a una infezione virale, può essere anch’essa anticipata dai medesimi sintomi già descritti a livello delle alte vie respiratorie (raffreddore, mal di gola a livello faringeo ecc.), cui si aggiungono:

  • iniziale tosse secca, profonda e persistente, che poi diventa produttiva (cioè con catarro e secrezioni purulente)
  • febbre alta
  • stridore durante il respiro
  • difficoltà respiratorie (anche in questo caso generalmente più gravi nei bambini).

In presenza di sintomi che facciano pensare alla tracheite è opportuno rivolgersi al proprio medico, per una visita e valutazione accurata, soprattutto se la sintomatologia risulta particolarmente importante. È consigliabile farlo quanto prima, in particolare, se c’è febbre alta che non accenna a diminuire, se con la tosse si ha emissione di sangue e se si hanno difficoltà respiratorie.

Cura della tracheite

In generale, per aiutare la guarigione, è sempre consigliabile fare inalazioni di vapori umidi e umidificare l’ambiente in cui ci si trova. Così si limita l’ispessimento e l’accumulo delle secrezioni di catarro e se ne facilita l’eliminazione. Per lo stesso motivo è utile assumere molti liquidi (acqua soprattutto).

La terapia farmacologica è specifica a seconda della causa della tracheite. Nel caso di forme acute di origine virale, in genere, possono essere indicati farmaci sintomatici (come per esempio antinfiammatori), altri farmaci, diretti verso le cause dei sintomi sono in genere dispensabili con prescrizione medica.

Nelle forme croniche irritative, oltre all’idratazione e all’umidificazione ambientale, è fondamentale evitare l’ulteriore esposizione a sostanze irritanti (come il fumo di sigaretta) e, nel caso di reflusso gastroesofageo, trattare il disturbo a monte.

Strategie di prevenzione

Per cercare di prevenire, per quanto possibile, la tracheite, può essere consigliabile:

  • non fumare e cercare di evitare l’esposizione al fumo passivo
  • se si soffre di reflusso gastroesofageo, attuare tutte le misure per tenerlo sotto controllo
  • umidificare correttamente l’aria degli ambienti in cui si vive
  • cercare di evitare gli sbalzi di temperatura
  • cercare, per quanto possibile, di prevenire le infezioni delle vie respiratorie superiori (per esempio lavandosi spesso le mani e evitando il contatto ravvicinato con persone che ne sono colpite).

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